sabato 21 aprile 2007

La diversità è l'essenza della vita

La Vita Una procede ed evolve attraverso la diversità delle forme che a loro volta concorrono a significarne l'unicità. E' l'eterna danza che, piroettando: intreccia e mischia, scompone e trasforma. A volte consideriamo la diversità come attentato alla nostra tradizione e sicurezza; così facendo cadiamo nella separatività. Allora ci richiudiamo in noi stessi e, come i ricci, mostriamo gli aculei. Dobbiamo imparare ad accettare la diversità in ogni sua espressione, poichè dove c'è diversità c'è ricchezza.

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La buona volontà è alla base dei rapporti umani

Laddove si pratica la buona volontà avviene un incontro, si arriva ad un accordo, nonostante la distanza iniziale che separa due punti di vista. Quando vogliamo rapportarci agli altri dobbiamo trovare un punto in comune dal quale sviluppare strategie di consolidamento della relazione, necessarie ad ogni collettività.
Occorre procedere come su binari paralleli, la cui vicinanza è determinata dalla nostra volontà di essere complementari, di condividere l'esperienza, di individuare obiettivi comuni. Con la volontà di costruire punti di unione, si realizza quella rete di legami sinergici che vien detta: "Fratellanza".

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domenica 8 aprile 2007

SEGRETO TIBETANO

Dove, l'inverno, la tormenta bianca
scuote le più alte cime della Terra,
nell’ombra di turriti monasteri,
arti rare sbocciarono dal capo

dei più savi dei savi che, murati
nelle lor celle, col pensiero scisso
da tempo e spazio, donano ad altrui
la luce dello spirito infrenato.

Non più che al sordo sinfonie e sonate,
rosso e verde al daltonico, quell'arte
dice al pensiero avvinto alla materia.

Dove però il portento non è fede
soltanto, ma perizia, il picciol Io
si muta ed entra nell'immenso Tu ...
(Albrecht Haushofer)

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sabato 7 aprile 2007

semina un pensiero

Semina un pensiero
ed avrai una azione
Semina una azione
e avrai un'abitudine
Semina un'abitudine
e avrai un carattere
Semina un carattere
e avrai un destino

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venerdì 6 aprile 2007

Regala ciò che non hai

Occupati dei guai, dei problemi del tuo prossimo.
Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio. Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso quando hai voglia di piangere.
Produci serenità dalla tempesta che hai dentro.
"Ecco, quello che non ho, te lo do". Questo è il tuo paradosso.
Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua nella misura in cui l'avrai regalata agli altri.
(Alessandro Manzoni)

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La verità

A volte l’uomo inciampa nella verità, ma nella maggior parte dei casi si rialzerà e continuerà per la sua strada (Winston Churchill)

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Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine
Ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi
Chi non cambia la marca il colore dei vestiti
Chi non parla a chi non conosce
Muore lentamente chi evita una passione
chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle " i "
Piuttosto che un insieme di emozioni
Proprio quelle che fanno brillare gli occhi
Quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso
Quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti
........................................
Evitiamo la morte a piccole dosi

Ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo
Di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità (Pablo Neruda)

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Colori

Girerò per le strade finchè non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi ogni volto che passa
e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato così vero:
soltanto, mi sento più forte che il mio corpo,
e un tremore più freddo accompagna il mattino.
Son lontani i mattini che avevo vent’anni.
E domani, ventuno:
domani uscirò per le strade,ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi e sarò ritta in piedi
e potrò soffermarmi e specchiarmi in vetrine.
I mattini di un tempo,ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo – una donna, padrona di se stessa.
La magra bambina che fui si è svegliata da un pianto durato per anni:
ora è come quel pianto non fosse mai stato.
E desidero solo i colori.
I colori non piangono,sono come un risveglio:
domani i colori torneranno.
Ciascuna uscirà per la strada,ogni corpo un colore – perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi e saprò d’esser io: gettando un’occhiata,mi vedrò tra la gente.
Ogni nuovo mattino,uscirò per le strade cercando i colori.
(Cesare Pavese)

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Se ti ami

Se ti ami, osservati.
Veglia durante una parte della notte.
Prima di mostrare il cammino ad altri consolidalo in te,
se vuoi evitare la sofferenza.
Pratica ciò che predichi.
Prima di cercare di correggere gli altri
fa una cosa più difficile:
correggi te stesso.
Dhammapada XII, 157- 159

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martedì 3 aprile 2007

Insegnare ad amare

"Nessuno ti può insegnare ad amare. Se si potesse insegnare l’amore i problemi del mondo sarebbero molto semplici, no?... Non è facile imbattersi nell’amore. È invece facile odiare e l’odio può accomunare le persone... Ma l’amore è molto più difficile. Non si può imparare ad amare: quello che si può fare è osservare l’odio e metterlo gentilmente da parte.
Non metterti a fare la guerra all’odio, non star lì a dire che cosa orribile è odiare gli altri.
Piuttosto, invece, vedi l’odio per quello che è e lascialo cadere... La cosa importante è non lasciare che l’odio metta radici nella tua mente. Capisci? La tua mente è come un terreno fertile e qualsiasi problema, solo che gli si dia tempo a sufficienza, vi metterà radici come un’erbaccia e dopo farai fatica a tirarla via.
Invece, se tu non lasci al problema il tempo di metter radici, allora non sarà possibile che esso cresca e finirà, piuttosto, con l’appassire.
Ma se tu incoraggi l’odio e dai all’odio il tempo di mettere radici, di crescere e di maturare, allora l’odio diventerà un enorme problema.
Al contrario, se ogni volta che l’odio sorge tu lo lasci passare, troverai che la mente si fa sensibile senza diventare sentimentale.
E perciò conoscerà l’amore". (Krishnamurti)

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Il lavoro intellettuale

Non c'è attività umana da cui si possa escludere ogni intervento intellettuale, non si può separare l'homo faber dall'homo sapiens. Ogni uomo infine, all'infuori della sua professione esplica una qualche attività intellettuale, è cioè un "filosofo", un artista, un uomo di gusto, partecipa di una concezione del mondo, ha una consapevole linea di condotta morale, quindi contribuisce a sostenere o a modificare una concezione del mondo, cioè a suscitare nuovi modi di pensare.(Antonio Gramsci)

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Realtà oggettiva ?

Non sono i fatti in sé che turbano gli uomini, ma i giudizi che gli uomini formulano sui fatti.
Per esempio, la morte non è nulla di terribile (perché altrimenti sarebbe sembrata tale anche a Socrate): ma il giudizio che la vuole terribile, ecco, questo è terribile.
Di conseguenza, quando subiamo un impedimento, siamo turbati o afflitti, non dobbiamo mai accusare nessun altro tranne noi stessi, ossia i nostri giudizi. Incolpare gli altri dei propri mali è tipico di chi non ha educazione filosofica; chi l'ha intrapresa incolpa sé stesso; chi l'ha completata non incolpa né gli altri né se stesso.
(Epitteto, "Manuale")

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Idee e convinzioni

Le idee sono figlie del dubbio, come tutto ciò che è pensiero, e come pensiero sono perciò figlie della solitudine umana, che si manifesta solo nell'individuo. Le idee sono state quindi pensate un giorno da una persona determinata, in un momento determinato. Al contrario, potremmo dire che le convinzioni appartengono al passato, infatti le collochiamo sempre nel passato quando ci accorgiamo di averne, visto che spesso neppure ci rendiamo conto che sono convinzioni; la nostra vita ne è piena e basta. Quando si pensa, invece, si va verso il futuro: ogni idea è diretta verso il futuro e lo prepara. Viceversa, le convinzioni le sentiamo sempre provenire dal passato: per questo ci sostengono e ci offrono un riparo quando il futuro si fa oscuro e sembra chiudersi davanti ai nostri occhi.(Ortega Y Gasset)

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Pace e sonno

L'àvetra notte 'Ntonie di Fanelle
s'arisbijà sentenne nu remùre.
Smuvì la cocce, e tra lu chiare e scure,
vidì nu latre 'nche nu scarapelle,

che jave sbuscichènne le vedelle
dentr'a li stipe e pe' le tiratùre.
"Nu latre? Chi sarà 'stu puverelle!…",
pinzà. Po' 'nche lu tone cchiù sicure:

"Gioie di zi' -je fece- giuvinotte,
ti pozza benedire la Madonne!
'N ci trove manche sale i' di jurne:

che pu' truvà' mo signurì di notte?"
S'ariccuccià la cupertòle atturne
e 'n santa pace aripijà lu sonne…
(Modesto Della Porta)

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