Chi non conosce la differenza tra le potenziali capacità di un PC moderno, l'estensione del suo software ed il suo effettivo utilizzo? Le statistiche dimostrano che in ambito privato addirittura l'80 - 90% di questo potenziale rimane del tutto inutilizzato e... ironia della sorte, lo stesso tipo di rapporto intercorre anche con il nostro cervello. Esiste dunque una relazione tra questi due fattori? e soprattutto: esistono davvero soluzioni che consentano il risveglio nell'uomo di questo incredibile potenziale? Che cosa ci attende in questi spazi sconosciuti? è questo forse il salto quantico?
Il genio perduto
Uno studio mostra che le decisioni intuitive sono spesso frutto del superamento della sfera razionale. Ciò è confermato anche da un'indagine condotta su 3000 società di medie dimensioni dalla scuola scientifica superiore per dirigenti d'azienda di Coblenza. Il loro sondaggio rivela che nelle decisioni societarie, la percezione intuitiva è spesso più importante di un'analisi dei fatti basata sull'esperienza, come ad esempio la ricerca di mercato.
Allo stesso modo, non è un segreto che inventori, scienziati e ricercatori debbano le proprie idee pionieristiche ad un sogno, ad un "lampo" improvviso, o comunque quasi sempre a riflessioni irrazionali e non analitiche.
Purtroppo però, logica e razionalità sono fortemente incoraggiate dalla società quali caratteristiche necessarie e desiderabili e proprio a causa del processo di socializzazione, creatività ed intuizione sono destinate ad involversi già a partire dai primi anni di vita.
In realtà ogni uomo racchiude potenzialmente in sè tutta la conoscenza per nuove soluzioni di successo, ma il progressivo assopimento delle sue facoltà percettive comporta un abbassamento tale del livello di attenzione cosciente, che esso finisce per percepire una frazione sempre più limitata degli innumerevoli stimoli ed informazioni che costantemente lo influenzano. Di conseguenza quando crea, esso non può che limitarsi a migliorare o perfezionare ciò che fondamentalmente già esiste, poiché costretto ad utilizzare informazioni già note che fanno parte del suo bagaglio di conoscenza o di quello di altri. Solamente attraverso un libero accesso alla propria intuizione quindi, diventa nuovamente possibile richiamare tutto il sapere disponibile e decidere in maniera innovativa ed efficace. La domanda da porsi dunque è, come sia possibile realizzare il recupero delle capacità intuitive e lo sfruttamento del proprio potenziale creativo.
La soluzione sta proprio nel cervello
Una risposta significativa è senz'altro fornita dall'analisi dello schema di funzionamento squisitamente polare del nostro cervello: è risaputo infatti che il cervello è composto da una metà sinistra, deputata al linguaggio e al pensiero analitico, e da una metà destra che guida l'immaginazione costruttiva e l'intuizione. Ma per le motivazioni descritte, ogni individuo è portato ad utilizzare l'uno o l'altro di questi emisferi in maniera separata e distinta, sostando prevalentemente nella parte sinistra, razionale, analitica.
Si è potuto constatare però che, solo quando entrambe le parti lavorano in sincronia, l'uomo è in grado di attingere nuove risorse/informazioni, analizzarle razionalmente e tradurle nella realtà. Durante questa fase il tracciato dell' EEG dimostra infatti che il cervello incrementa la sua attività interagendo in modo sinergico tra i due emisferi, mentre l'analisi delle onde cerebrali evidenzia sia i range di frequenza dello stato di veglia, che quelli del sonno profondo. Ciò significa che si crea una condizione percettiva ideale che consente, in risposta a domande specifiche, di ricevere informazioni altrettanto specifiche, con il non trascurabile vantaggio di poterle poi elaborare e riordinare analiticamente, partendo da un punto di vista enormemente più ampio.
Training mentale, super vitamina del cervello
Esistono attualmente alcune tecniche di meditazione e training mentale, che insegnano a indurre e a stimolare questo processo di sincronizzazione.
Il soggetto si mette sdraiato o seduto, con gli occhi chiusi, pronto per un viaggio interiore nel quale può rendersi conto di tutti i suoi pensieri, in modo che molte delle informazioni di cui solitamente non è consapevole gli risultano improvvisamente accessibili. In questa condizione, egli può esaminare domande irrisolte, decisioni sospese, o dedicarsi all'elaborazione di nuovi prodotti partendo da un angolazione totalmente diversa per progettare soluzioni veramente originali ed innovative.
L'origine del training mentale
L'utilizzo del training mentale fu elaborato in origine a supporto degli astronauti, per i quali risulta di fondamentale importanza riuscire a far fronte a situazioni estremamente pericolose. Essi infatti imparano a reagire ad un determinato evento tramite un programma predefinito - in modo completamente automatico (come allacciarsi i cordoni delle scarpe) - in modo che, in caso d'incidente ad esempio, le manovre d'emergenza possano venire intraprese in maniera tempestiva, evitando gli errori causati da eventuali reazioni emotive. Anche la formazione dei piloti di aviogetto è basata per l' 80 % sul training mentale.
Obiettivi
L'obiettivo del training mentale è quello di superare limiti ed ostacoli che attraverso abitudini, schemi e paure più o meno conscie, sbarrano la strada al successo personale. Questi aspetti sono, infatti, profondamente radicati nell'inconscio e devono quindi essere sostituiti da programmazioni adeguate. Il problema, in questo caso, consiste nel ruolo di sentinella che gioca la parte conscia che, ponendosi come un guardiano davanti alla porta dell'inconscio, si difende da ogni tentativo di de-programmazione. Il modo migliore per by-passare questo ostacolo è dato dallo stensionamento. Grazie alle tecniche di training mentale anche riguardo al britannico Rupert Sheldrake si è creato un certo interesse, che pur apparendo controverso merita di essere approfondito.
I campi morfici
Per "campi morfici" si intendono campi di pensiero o banche dati di pensiero - solitamente identificati come forze telepatiche - strutturate secondo meccanismi di risonanza, peraltro misurabili, che secondo il parere di Sheldrake dovrebbero essere visti come la matrice invisibile di ogni essere vivente, a partire dall'organismo unicellulare, attraverso tutto il regno animale e vegetale, fino a giungere all'uomo. Egli afferma che l'organismo, questo miracolo della natura incredibilmente complesso e perfettamente funzionante, non sia unicamente spiegabile tramite il codice genetico, ma anche attraverso una rete morfica che collega tra loro tutti gli esseri viventi - la Princeton Engineering Anomalies Research (PEAR) dell'università di Princeton USA, identifica questo fenomeno come "Global Consciousness".
Poiché il campo morfico di ogni individuo può collegarsi per risonanza a quello dei suoi consimili, ognuno potrebbe approfittare dell'esperienza di altri. Secondo la teoria di Sheldrake, ogni dato mentale, informazione, immaginazione o fantasia esistente, si trova su una specie di disco rigido universale che archivia ogni cosa ed è accessibile per ogni essere vivente che vorrà attingere o integrare dati, dando luogo ad uno scambio di informazioni in ambedue le direzioni. Le leggi di risonanza e la teoria dei campi morfici potrebbero anche spiegare come mai alcune invenzioni vengano scoperte nello stesso momento da persone diverse - come fu il caso ad es. del telefono scoperto da Meucci negli USA e da Johann Philipp Reis in Germania - oppure perché alcune mode, musiche o altre forme d'arte prendano piede e altre no.
Grazie all'utilizzo di particolari metodi di training mentale, può essere tentato un collegamento cosciente con la banca dati dei campi morfici, al fine di agguantare informazioni di ordine superiore.
I vantaggi
Il vantaggio determinante di questo tipo di teorie e tecniche, è dato dalla possibilità di inserirsi in uno spazio libero da vincoli temporali. La consapevolezza delle potenzialità del proprio cervello ne incrementa le reali capacità ed il proprio potenziale creativo può essere coscientemente liberato nell'istante esatto in cui viene richiesto. Si potrebbe forse descrivere questo fatto immaginando di essere l'interprete principale all'interno di un ologramma, dove razionalità ed emozioni rimangono a disposizione e le nuove informazioni acquisite possono essere comprese ed elaborate con successo.
Le esperienza compiute, dimostrano che le tecniche di training mentale permettono di ottimizzare decisioni nel presente, nonché di prevederne parte degli sviluppo futuri. E'ormai riconosciuto che, accanto all'incremento delle capacità decisionali e della forza di volontà, il training mentale può migliorare anche il quoziente intellettivo.
Bibliografia consigliata: Rupert Sheldrake - Il settimo senso dell'uomo.
Paul Kircher
Nato nel 1967, padre di due bambini. Laurea in economia politica con approfondimenti sull'agricoltura sostenibile. Insieme alla moglie, costituzione e direzione di un'azienda importatrice di prodotti bioenergetici, con particolare riguardo all'agricoltura ed alle acque. In tale periodo, diversi perfezionamenti: corso in fitoterapia, politica di sviluppo, approfondimento di temi relativi alla salute, iniziatore con altri del progetto della rete di scambio senza denaro in Alto Adige. Passaggio dell'attività aziendale ad altre ditte commerciali e da allora loro consulente tecnico. Dal 2001 formazione presso l'Istituto per nuovi metodi di pensiero e di lavoro del dr. Minister. Dal gennaio 2003, abilitazione all'insegnamento di CreativPower ed insieme alla moglie, responsabile per CreativPower in Italia.
sabato 22 settembre 2007
La via dell'intuizione
Pubblicato da
Ezio Bianchi
alle
04:41
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